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Comune di Fabriano in provincia di Ancona.

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Fabriano, uno dei Comuni più estesi d’Italia con i suoi 269,61 Kmq. di superficie, è posta in una pittoresca vallata, circondata da colline, al di là delle quali si ergono il Monte Fano (mt.1567), il Monte Maggio (mt. 1361), il Monte San Vicino (mt. 1435), il Monte Cucco (mt.1567) oltre il quale svetta maestoso il Monte Catria (mt.1702). Il toponimo si é prestato a varie interpretazioni, ma gli storici maggiori affermano che il vocabolo "Fabriano" trae origine dalla forma oggettivale del gentilizio "Faberius", proprietario del fondo su cui si eresse la città stessa. E’ Città dalle origini antichissime. Ritrovamenti presso Vallemontagnana (paleolitico medio), Collegiglioni (paleolitico 

superiore), Acquatina di Attiggio (neolitico),  Vetralla Chiesa di San Lorenzo (villaggio eneolitico) ecc. attestano che il territorio è statoabitato fin dall’Era Preistorica. La storia di Fabriano si perde dunque nel tempo. E’ certo, tuttavia, che il primo vero nucleo fabrianese fu dovuto al convergere della zona delle popolazioni degli antichi Municipi romani di Tuficum e di Attidium e forse, ma solo marginalmente, di Sentinum, spintevi gradualmente, a più ondate ed in un ampio arco di tempo, dalla necessità di sfuggire alle invasioni barbariche abbattutesi a più riprese nella loro città, a cominciare dal 409 d.C. (Goti), 410 (Visigoti) fino al 574 d.C. (Longobardi) e all’896 d.C. (Berengario 1°). Dall’altura di Castelvecchio, zona in cui i profughi attidiati e tuficani avevano posto il loro primo insediamento, prese il via il graduale ampliamento della città ed accanto alle attività agricole poterono fiorire le prime botteghe artigianali, in particolare verso la zona della P.zza Bassa o del Mercato, che divenne perciò il centro operativo e commerciale della Città. Capofila fu l’Arte dei Fabbri (non è senza motivo che il fabbro è assurto a simbolo della città). Ben 38 erano le Fabbrerie ubicate in detta zona, dalle quali uscivano manufatti che, per lo più, venivano esportati fuori città. Famose le molle per il fuoco o meglio, le "tenaglie a massello", dette volgarmente "le chiappe" di Fabriano. Ma tantissime altre furono le attività artigianali che svolsero nel tempo un fondamentale ruolo, non solo nell’ambito dell’economia, ma, una volta raggrupatesi in Arti e Corporazioni, anche sotto il punto di vista sociale e politico. Tra queste emersero per particolare significato: l’Arte della Lana, l’Arte dei Conciatori di pelle, l’Arte dei Calzolari ecc. fino a giungere all’Università dei Cartari.E’ a tutti noto che l’Arte della carta fece acquistare Fabriano fin dal XIII Secolo il primato in Italia ed in Europa soprattutto per la lavorazione della carta filigranata, senza dimenticare che ai Fabrianesi si attribuiscono l’invenzione della pila idraulica a magli multipli e la tecnica della collatura con gelatina animale, che perfezionarono sempre più l’arte di fabbricare la carta.

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